Calendario Calendario

Lingua Lingua

italiano italiano English English

Blog Blog

Indietro

Le minoranze etniche del Viet Nam

Le minoranze etniche del Viet Nam
Delineare una geografia umana del paese, che conta oggi più di 60 milioni di abitanti, e' impresa ardua poiché numerosi disordini, guerre e calamità naturali hanno modificato il territorio d'insediamento delle varie etnie. Tuttavia, come nel passato, la ripartizione del territorio tra i vari gruppi etnici e' determinata dalla conformazione fisica del Paese, in quanto da sempre esistono gruppi insediati nelle pianure e gruppi che si dividono i territori montuosi.

Le pianure, sia che siano vasti delta come quelli del Fiume Rosso o del Mekong, o minuscole pianure costiere come quelle del centro del Paese, sono occupate dai vietnamiti, che rappresentano l'88% della popolazione attuale. Essi vivono ammassati su meno di 50.000 kmq. di pianura, raggiungendo in certi luoghi densità rurali straordinariamente alte, lasciando il resto del paese (più di 250.000 kmq.), coperto da altopiani e da montagne, abitato da poche migliaia di persone appartenenti ad una moltitudine di tribù e di gruppi etnici diversi.
Le minoranze del Nord
Sulle montagne intorno al Fiume Rosso, ai confini con la Cina dove i turisti possono ottenere visto Vietnam all'arrivo online, vivono popolazioni appartenenti a quattro gruppi etnolinguistici principali: Viet-Muong, Thai, Meo e Man. I Viet-Muong sono considerati gii ultimi discendenti diretti degli abitanti della zona settentrionale del Vietnam. Sono circa 400.000 persone, e rappresentano un gruppo omogeneo, isolato dagli altri, dedito alla coltivazione di riso su terrazzamenti ricavati dai fianchi delle montagne. Più numerosi, dispersi e culturalmente eterogenei sono i Thai, che comprendono numerosi gruppi, tra loro differenziati per molti aspetti, anche se culturalmente affini, di cui i principali sono i Tho, i Thai Bianchi, i Thai Neri, i Nung e i Nyang. La loro organizzazione sociale tiene in scarso conto i confini nazionali e ognuno di questi gruppi mantiene stretti contatti con le corrispettive comunità stanziate in Laos e nella Cina meridionale. I villaggi Thai fanno capo ad una struttura più ampia, denominata "muong", che rappresenta una sorta di unità politico - amministrativa locale. Secondo la tradizione, la terra di un "muong" appartiene tutta al capo di una famiglia nobile, a cui i singoli contadini sono legati da una sorta di vassallaggio. Se non coltivano la terra, i contadini perdono ogni diritto su di essa e il capo "muong" la ridistribuisce tra i suoi sudditi. A est del Fiume Rosso, in un territorio che degrada verso le pianure, vivono i Tho, assai più aperti ai contatti con i vietnamiti. Una parte di essi si è vietnamizzata a tal punto da da formare una elite ben definita e distinta dal resto della popolazione. Sono i Tho-ti, una aristocrazia ereditaria che risale alla fusione di alcune famiglie mandarine, i cui capi erano stati inviati in quelle regioni dal governo con funzioni amministrative, con i Tho locali. Acquistato lo stesso prestigio dei mandarini, i Tho-ti hanno rappresentato un costante veicolo di contatto e di influenza da parte vietnamita. A parte questa classe eredjtaria, i Tho mancano di una struttura sociale tradizionale di tipo comunitario, cosi come di villaggi. Preferiscono abitare isolati accanto ai campi che coltivano e che considerano loro esclusiva proprietà.
Meo e Man (chiamati altrove Yao) sono i rappresentanti in territorio vietnamita dei corrispondenti gruppi insediati in Cina meridionale e nel resto del Sud-Est asiatico nelle zone di montagna. Come gli altri, anch'essi vivono ad altitudini elevate, dove si trovano le condizioni migliori per la coltivazione del papavero da oppio, che rappresenta la loro attività economica principale. I Man abitano in zone comprese tra i 400 e gli 8000 metri d'altitudine; i Meo più in alto ancora. I loro insediamenti sono relativamente recenti, successivi a quelli dei Thai e dei Muong che vivono più in basso. Meo e Man intrattengono intensi e regolari contatti con i membri dei loro gruppi fuori dal Vietnam. All'interno mancano invece di una struttura sociale rigida sul tipo dei Muong e anche i villaggi hanno una scarsa coesione interna, essendo il gruppo sociale principale la famiglia.
Le minoranze del Centro e del Sud
II secondo raggruppamento di minoranze in Vietnam è compreso negli altopiani centro-meridionali: secondo dati rilevati dall'etnologo francese Georges Condominas una trentina d'anni fa, gli abitanti erano circa ottocentomila divisi in un gran numero di gruppi etnici: Bahnar, Jarai, Sedang, Mnong. Sotto l'spetto linguistico, essi appartengono a due gruppi principali, mon-khmer e maleo-polinesiano. I Jarai e i Rhadé' parlano una lingua maleo-polinesiana, mentre i Bahnar, i Mnong e i Sedang, cosi come la maggioranza degli altri gruppi, parlano lingue mon-khmer, in alcuni casi molto affini tra loro. Ma l’affinità' linguistica non significa affatto, in questa situazione, affinità culturale e meno ancora sistemi collegati di organizzazione sociale, anche se abitanti di villaggi relativamente lontani tra loro possono talvolta comprendersi reciprocamente. 
Sotto l'aspetto linguistico, comunque, i principali sottogruppi sono quattro: Jarai, Rhadé, Koho e Hre, che insieme raccolgono circa la metà degli abitanti dell'altopiano centro-meridionale. La loro organizzazione sociale non supera le dimensioni del villaggio e mancano raggruppamenti più estesi che colleghino i membri dispersi di uno stesso gruppo etnico, nell'economia e nei riti religiosi. Il livello di conoscenze tecniche, cosi come emerge da sistemi di agricoltura e dalle costruzioni, è arcaico. In molti casi un semplice panno rappresenta tutto l'abbigliamento, attorcigliato tra le gambe per gli .uomini, aperto a formare una gonna per le donne. Georges Condominas, che trascorse lunghi periodi di ricerca tra queste popolazioni, descrive lo stato estremamente primitivo di vita dei Mnong Gar, cosi come egli l'ha osservato: 
“Uomini e donne vivono seminudi, con bracciali, collane e grandi dischi d'avorio infilati in fessure praticate nei lobi delle orecchie; portavano i capelli raccolti in uno chinon, ma gli amministratori coloniali hanno poi costretto gli uomini a tagliarsi i capelli. Alcuni uomini portavano, con segno di distinzione, un turbante bianco o di seta nera. Si limano i denti incisivi, rendendo aguzzi quelli inferiori e quasi fino alle gengive quelli superiori; gli altri denti sono ricoperti di lacca. Ne deriva un aspetto aggressivo, che concorda con la fama di questo gruppo".
L’organizzazione sociale è basata su clan patrilineari, chiamati mpool, che rispettano la regola esogamica (la quale prescrive che i matrimoni avvengano tra membri di clan diversi) gli uomini aggiungono al proprio nome quello della moglie, dato che è quest'ultimo che individua la sua appartenenza a un clan, una volta che egli è stato accolto nel gruppo della moglie. Spesso un uomo aggiunge al proprio nome anche quello del proprio figlio primogenito, anch'esso appartenente al clan della moglie, così da poter essere meglio collocato in quel clan dove egli rimane sempre un po’ estraneo.
L'agricoltura viene praticata seguendo il sistema della rotazione e dell'incendio dei boschi per rendere fertili i campi: una roncola per liberare i campi coltivati dalle erbacce e una gerla per raccogliere i prodotti della terra sono gli unici strumenti dell'uomo mnong.
Così come i Mnong, anche i Rhadé e i Jarai hanno sistemi di parentela matrilineari. Le case, i terreni e i loro prodotti, gli utensili e gli animali domestici sono trasmessi per via femminile. Tutti questi gruppi degli altopiani mancano di una organizzazione su vasta scala e concentrano tutte le relazioni sociali all'interno del proprio villaggio. Le decisioni più importanti sono prese dal consiglio degli anziani, formato generalmente dagli uomini che sono capofamiglia; tra costoro viene eletto un capo villaggio, che ha funzioni amministrative e che assolve anche compiti rituali, organizzando le cerimonie, le feste tradizionali e visto per il Vietnam. In alcuni gruppi, come presso i Rhadé, le donne anziane del villaggio hanno anche un ruolo pubblico; come "po lan", o proprietarie della terra, concedono o ritirano a loro volontà il diritto a coltivare la terra ai mèmbri del loro villaggio.
La credenza dell'esistenza degli spiriti é costante in tutti i gruppi. Il timore di offenderli e di dover poi sopportare le conseguenze è presente in ogni momento della giornata; una serie di tabù regola le principali attività sociali e lavorative, cosi da propiziarsi, con il rispetto dei divieti, un buon raccolto. L'importante funzione di entrare in contatto diretto con questi spiriti è affidata a degli stregoni la cui influenza è riconosciuta su un'area assai estesa. Tutti gli abitanti degli altopiani credono poi nella presenza in ogni individuo di una forza vitale, "ae", che determina le attività degli uomini ma può essere condizionata dagli spiriti.

Successivo
Commenti

Forum Forum

Discussioni
Non ci sono discussioni in questa categoria.
Thread Segnala Iniziato Da Messaggi Visualizzazioni Ultimo Messaggio
Non ci sono discussioni in questa categoria.
Non ci sono discussioni in questa categoria.